Il software libero e open source GlobaLeaks fornito gratuitamente agli enti pubblici: nasce WhistleblowingPA

Il Centro Hermes lancia oggi insieme a Transparency International Italia la piattaforma WhistleblowingPA, un’iniziativa che permette a tutti gli enti pubblici, controllati e partecipati dallo stato, di dotarsi di un sistema digitale per la gestione delle segnalazioni di corruzione.

Grazie a WhistleblowingPA le amministrazioni italiane potranno facilmente, e a costo zero, aiutare i Responsabili per la Prevenzione della Corruzione (RPC) ad adempiere agli obblighi di legge. Con la legge in tema di whistleblowing (l. 179/2017) si introducevano infatti alcuni obblighi importanti, fra i quali “l’utilizzo di modalità anche informatiche che promuovono il ricorso a strumenti di crittografia per garantire la riservatezza dell’identità del segnalante e per il contenuto delle segnalazioni e della relativa documentazione”.

Anonimato tecnologico

Dal 2011 GlobaLeaks permette ai whistleblower di comunicare anonimamente, in base al caso d’uso, con lo scopo di promuovere e sviluppare all’interno della società la coscienza e l’attenzione in merito a trasparenza, protezione dei whistleblower e accountability delle amministrazioni pubbliche. Ciò significa anonimizzare il contenuto della segnalazione, ma anche l’indirizzo IP di coloro che segnalano: per questo GlobaLeaks utilizza la end-to-end encryption di Tor e permette di allegare file alla piattaforma attraverso PGP encryption.

Data Retention: Hermes Center si unisce ad oltre 60 ONG nell’invio di denunce contro la conservazione illegale di dati

Denunce massive contro la conservazione illegale di dati

 

Il 25 giugno 2018, il centro Hermes si è unito a oltre sessanta ONG, reti comunitarie, accademici e attivisti nell’invio di una lettera aperta congiunta alla Commissione europea, insieme a varie denunce contro la politica di conservazione dei dati degli Stati membri dell’UE.

 

Qual è il rischio?
La “conservazione generalizzata dei dati” si riferisce all’obbligo per i fornitori di servizi di telecomunicazione (telefono e servizi Internet) di conservare i dati sul traffico (numeri chiamati, indirizzi IP, dati di posizione, identità) di tutti i loro utenti per diversi mesi o anni (a seconda di ogni legge nazionale). Tale conservazione si applica a tutti gli utenti, comprese le persone che non sono sospettate di alcun crimine o illecito.

Diciassette Stati all’interno dell’Unione europea prevedono tale conservazione generalizzata dei dati.

In Italia ci troviamo di fronte alla conservazione indiscriminata di tali dati per la durata di 6 anni.

 

In che modo contrasta con il diritto dell’Unione europea?
La Corte di giustizia dell’Unione europea ha chiaramente stabilito che una conservazione dei dati così generale e indiscriminata è contraria al diritto alla privacy, alla protezione dei dati personali nonché alla libertà di parola e di informazione, tutelati dalla Carta UE di diritti fondamentali.

Secondo la Corte, tali misure di sorveglianza di massa non sono accettabili.

 

Qual è il nostro obiettivo?
La legge europea non è solo più favorevole per i nostri diritti e le nostre libertà: supera anche le leggi nazionali. Vogliamo che venga applicata affinché i 17 Stati membri che attualmente violano il diritto dell’UE debbano cambiare le loro politiche.

A tal fine, Hermes Center si è unita alle altre organizzazioni nell’inviare le denunce alla Commissione europea. In questo modo, invitiamo la Commissione a indagare e, eventualmente, a portare questi Stati davanti alla Corte di giustizia. In questo modo, ognuno di essi può essere sanzionato per la sua violazione del diritto dell’UE. Per presentare la nostra azione, alleghiamo a tali denunce una lettera aperta comune sostenuta da più di 60 firmatari in 19 Stati membri, che sarà anche inviata alla Commissione europea.

 

 

Come puoi aiutare?
Anche tu puoi inviare un reclamo alla Commissione europea! Devi solo inserire le informazioni di contatto nel modello per il tuo paese e inviarlo a questo indirizzo: [email protected]

Fare ciò non è rischioso ed è anche gratuito. Questa procedura di reclamo è accessibile a tutti.

I legislatori europei vogliono governare internet con filtri tutt’altro che perfetti: serve il tuo intervento!

I legislatori europei stanno lavorando al più grande filtro internet mai visto. Un filtro deciderà quali dei tuoi upload saranno visibili al resto del mondo e quali no. Ma questi filtri spesso sbagliano. L’europarlamentare Julia Reda ha pubblicato alcuni esempi di filtri che sbagliano. Ecco alcuni esempi.

 

Il filtro sul copyright blocca le lezioni sul … copyright

Nella registrazione di una lezione sul copyright della Harvard Law School, il professore fa ascoltare qualche secondo di un brano di Jimi Hendrix. Ciò è perfettamente legale, il diritto d’autore prevede alcune eccezioni che consentono di utilizzare materiale sotto copyright per scopi educativi. Ma il filtro di YouTube non è stato capace di valutare il contesto e quindi ha detto no. Morale della storia? I filtri non riconoscono le eccezioni.

Link: https://torrentfreak.com/youtube-copyright-complaint-kills-harvard-professors-copyright-lecture-160217/

 

Il filtro accusa la NASA di pubblicare filmati appartenenti alla NASA

Tutti i filmati pubblicati dalla NASA sono di pubblico dominio, ovvero chiunque può utilizzarli. Alcune emittenti televisive hanno utilizzato le immagini nei loro programmi, che sono sistematicamente protetti da copyright. Analizzando il filmato gli algoritmi di tutela del copyright hanno individuato il filmato della NASA e hanno concluso che la NASA stava violando il copyright dell’emittente televisiva. Ovviamente il problema è stato risolto velocemente, ma non prima che il filmato della NASA venisse bloccato. Morale della storia? I filtri non riescono a gestire il “pubblico dominio”.

Link: https://www.techdirt.com/articles/20120808/12301619967/how-googles-contentid-system-fails-fair-use-public-domain.shtml

 

Il filtro analizza i filmati che documentano crimini di guerra, ma non li riconosce tali

Le piattaforme social media non amano esporre i propri utenti a contenuti che potrebbero farli sentire a disagio. YouTube ad esempio utilizza un filtro per individuare “materiale estremistico”. Il risultato? Decine di migliaia di video che documentano crimini di guerra in Siria sono stati bloccati. Improvvisamente la guerra appare molto meno atroce. Tutto questo perché il filtro non riesce a distinguere tra filmati che documentano qualcosa e filmati che promuovono qualcosa. Morale della storia? I filtri non comprendono il contesto.

Link: https://www.nytimes.com/2017/08/22/world/middleeast/syria-youtube-videos-isis.html

 

In breve: i filtri sbagliano. Non possiamo avere filtri internet che controllano la nostra libertà di espressione. Non sarebbe una storia a lieto fine per i cittadini. Dobbiamo essere certi che i legislatori europei lo comprendano.

 

Cosa puoi fare?

Manda un tweet o una email a chi ti rappresenta nella commissione JURI. Domani, 20 giugno, verrà presa una decisione sui filtri per l’upload. Usa gli hashtag #CensorshipMachine e #filterfail e fai sapere a chi ti rappresenta che sei contro i filtri di upload (articolo 13). I nostri europarlamentari sono:

 

Nome e id Twitter Gruppo politico EU    Partito nazionale
Laura Ferrara (Vice-Chair)

@LFerraraM5S

  EFDD Movimento 5 Stelle (M5S)
Enrico Gasbarra

@enricogasbarra

  S&D Partito Democratico (PD)
Isabella Adinolfi*

@Isa_Adinolfi

  EFDD Movimento 5 Stelle (M5S)
Mario Borghezio*

n/a

  ENF Lega Nord (LN)
Sergio Gaetano Cofferati*

@Cofferati

  S&D
Stefano Maullu*

@stefanomaullu

  EPP Forza Italia (FI)

 

Abbiamo preparato alcuni tweet per ispirarti, ma sentiti libero di scrivere il tuo.

  • [email protected] Difendi la nostra libertà di espressione online. Opponiti alla #censorshipmachine nella #copyright Directive proposal.
  • [email protected] Difendi la nostra privacy online. Opponiti alla #censorshipmachine nella #copyright Directive proposal.
  • [email protected] Fai vedere che hai a cuore la privacy e la libertà di espressione dei cittadini & opponiti alla #censorshipmachine nella #copyright Directive proposal.”
  • [email protected] I filtri internet non funzionano. Opponiti alla #censorshipmachine nella #copyright Directive proposal.

Il filtro internet europeo distruggerà la tua libertà di espressione: serve il tuo intervento!

I legislatori europei stanno lavorando per imporre il più grande filtro internet mai visto. Un algoritmo deciderà quali dei tuoi upload saranno visibili al resto del mondo e quali no. È in questo modo che il filtro internet ti priverà della tua libertà di espressione.

 

I filtri non funzionano

Innanzi tutto: i filtri funzionano veramente male nel riconoscere i contenuti. Ci sono tantissimi esempi: il materiale scolastico di un insegnante che è stato bloccato, le immagini dell’atterraggio su Marte della NASA che sono state inavvertitamente messe nella blacklist, o le decine di migliaia di video che documentano crimini di guerra in Siria che sono stati cancellati dal filtro di YouTube. I filtri automatici filtrano sia troppo, bloccando contenuti che sarebbero dovuti passare, che troppo poco, lasciando passare ciò che dovrebbe essere bloccato.

 

Non puoi combattere le violazioni del copyright con i filtri automatici

I filtri internet sono stati proposti per contrastare le violazioni del copyright. Ma il copyright è troppo complesso per un tipo di soluzione così semplicistica. Per esempio: talvolta è perfettamente legale usare materiale protetto da copyright in una citazione o in una parodia. E a volte no. Spesso non è per nulla chiaro se qualcosa è permesso o meno, e il caso deve essere valutato in tribunale in modo che un giudice possa decidere. Nessuno vorrebbe affidare questo tipo di problemi a un filtro automatico.

 

I filtri sono soggetti a deriva delle funzionalità

Nel lungo termine non sarà più solo una questione di copyright. Se si lascerà decidere ai legislatori, il filtro internet potrà essere impiegato per bloccare la condivisione di video da parte di terroristi o per zittire opinioni politiche indesiderate. La Spagna ad esempio utilizza un filtro internet per contrastare i siti di gioco d’azzardo illegali, lo stesso filtro che è stato impiegato per tentare di fermare il referendum catalano.

 

In breve: se non agiamo subito, i politici si accorderanno su norme che impatteranno pesantemente sulla libertà di espressione.

 

Cosa puoi fare?

Le prossime settimane sono cruciali! Manda un tweet o una email a chi ti rappresenta nella commissione JURI. Il 20 giugno verrà presa una decisione sui filtri per l’upload. Usa gli hashtag #CensorshipMachine e #filterfail e fai sapere a chi ti rappresenta che sei contro i filtri di upload (articolo 13). I nostri europarlamentari sono:

 

Nome e id Twitter Gruppo politico EU    Partito nazionale
Laura Ferrara (Vice-Chair)

@LFerraraM5S

  EFDD Movimento 5 Stelle (M5S)
Enrico Gasbarra

@enricogasbarra

  S&D Partito Democratico (PD)
Isabella Adinolfi*

@Isa_Adinolfi

  EFDD Movimento 5 Stelle (M5S)
Mario Borghezio*

n/a

  ENF Lega Nord (LN)
Sergio Gaetano Cofferati*

@Cofferati

  S&D
Stefano Maullu*

@stefanomaullu

  EPP Forza Italia (FI)

 

Abbiamo preparato alcuni tweet per ispirarti, ma sentiti libero di scrivere il tuo.

  • [email protected] Difendi la nostra libertà di espressione online. Opponiti alla #censorshipmachine nella #copyright Directive proposal.
  • [email protected] Difendi la nostra privacy online. Opponiti alla #censorshipmachine nella #copyright Directive proposal.
  • [email protected] Fai vedere che hai a cuore la privacy e la libertà di espressione dei cittadini & opponiti alla #censorshipmachine nella #copyright Directive proposal.”
  • [email protected] I filtri internet non funzionano. Opponiti alla #censorshipmachine nella #copyright Directive proposal.

Con i filtri internet proposti le piattaforme si rivolteranno contro gli utenti: bisogna entrare in azione!

I legislatori europei vogliono rendere le piattaforme internet responsabili per i tuoi contenuti. Saranno così obbligate a filtrare tutti i tuoi contenuti e ad adottare un algoritmo che decida cosa si può caricare e cosa no. Per ridurre i rischi, le piattaforme limiteranno la tua libertà di espressione.

 

Piattaforme

Se le società di internet dovranno monitorare tutti i tuoi upload, saranno anche ritenute responsabili qualora i filtri lascino passare contenuti che avrebbero dovuto essere bloccati. Ma filtrare è difficile. Quando si tratta di copyright i filtri non riconoscono le “zone grigie” quali ad esempio le eccezioni per scopi educativi, le parodie e le citazioni. Così alle piattaforme non rimarranno che due scelte: ridurre i rischi e bloccare tutto ciò che cade in queste zone grigie, o esporsi a rischi maggiori permettendo parodie, citazioni, etc. La reazione delle aziende a questa nuova responsabilità non sarà certo una sorpresa: preferiranno prevenire piuttosto che curare e bloccheranno più del dovuto. Il tuo diritto di espressione varrà sempre meno degli interessi aziendali.

 

Cosa puoi fare?

Le prossime settimane sono cruciali! Manda un tweet o una email a chi ti rappresenta nella commissione JURI. Il 20 giugno verrà presa una decisione sui filtri per l’upload. Usa gli hashtag #CensorshipMachine e #filterfail e fai sapere a chi ti rappresenta che sei contro i filtri di upload (articolo 13). I nostri europarlamentari sono:

 

Nome e id Twitter Gruppo politico EU    Partito nazionale
Laura Ferrara (Vice-Chair)

@LFerraraM5S

  EFDD Movimento 5 Stelle (M5S)
Enrico Gasbarra

@enricogasbarra

  S&D Partito Democratico (PD)
Isabella Adinolfi*

@Isa_Adinolfi

  EFDD Movimento 5 Stelle (M5S)
Mario Borghezio*

n/a

  ENF Lega Nord (LN)
Sergio Gaetano Cofferati*

@Cofferati

  S&D
Stefano Maullu*

@stefanomaullu

  EPP Forza Italia (FI)

 

Abbiamo preparato alcuni tweet per ispirarti, ma sentiti libero di scrivere il tuo.

  • [email protected] Difendi la nostra libertà di espressione online. Opponiti alla #censorshipmachine nella #copyright Directive proposal.
  • [email protected] Difendi la nostra privacy online. Opponiti alla #censorshipmachine nella #copyright Directive proposal.
  • [email protected] Fai vedere che hai a cuore la privacy e la libertà di espressione dei cittadini & opponiti alla #censorshipmachine nella #copyright Directive proposal.”
  • [email protected] I filtri internet non funzionano. Opponiti alla #censorshipmachine nella #copyright Directive proposal.

Con i filtri di internet proposti i cittadini saranno spogliati dei loro diritti: è necessario un tuo intervento!

I legislatori europei stanno lavorando al più grande filtro internet mai visto. Un algoritmo deciderà quali dei tuoi upload saranno visibili al resto del mondo e quali no. Ma i filtri spesso sbagliano. Credi che gli utenti avranno la possibilità di contestare il blocco illegittimo dei loro contenuti? Riflettici.

 

I filtri sbagliano

È chiaramente prevedibile che i filtri internet faranno errori e bloccheranno illegittimamente degli upload. Ecco perché la proposta del filtro internet contiene anche un meccanismo per porre rimedio. Tutto a posto, giusto? Se il tuo articolo o il tuo meme non passa i filtri, puoi semplicemente contattare la piattaforma e risolvere la questione. O forse spiegare perché, nel tuo caso, il filtro dovrebbe fare un’eccezione. Sfortunatamente, non è così che andranno le cose.

 

Sbloccare il contenuto non ripara il danno

Innanzi tutto: la decisione di sbloccare il tuo contenuto può tranquillamente richiedere fino a due settimane. Ma in due settimane può capitare di tutto, e il momento che hai tanto atteso per postare il tuo articolo o il tuo meme, cioè il momento giusto, sarà già passato. Se la procedura di reclamo funziona, sarà fantastico, ma spesso il risultato sarà insufficiente e tardivo.

 

Gli utenti per non correre rischi adotteranno l’autocensura

Secondo, presentare un reclamo non è semplice. Come minimo dovrai identificarti e impegnarti parecchio per spiegare – e provare – per quale motivo il tuo upload sarebbe dovuto passare.

Chi ha tempo da perdere in questioni legali solo per caricare quell’unico video, per giunta lecito?

Hai di meglio da fare. Così la prossima volta che farai un video, eviterai di includere una certa sequenza o una particolare citazione. Il filtro internet non ti impedirà di fare un video, ma lentamente minerà la tua libertà di espressione.

 

Le piattaforme rispetteranno le loro condizioni di servizio, non la legge

Infine, la procedura di reclamo non sarà sempre a tua disposizione. Per minimizzare i rischi e le seccature, le piattaforme amplieranno l’ambito delle condizioni di servizio per poter eliminare qualsiasi contenuto o qualsiasi account per qualunque motivo. Se il tuo upload verrà bloccato per motivi attinenti alle condizioni di servizio, non avrai alcun diritto di reclamo, persino nel caso di un contenuto perfettamente lecito.

 

Cosa puoi fare?

La prossima settimana è cruciale! Manda un tweet o una email a chi ti rappresenta nella commissione JURI. Il 20 giugno verrà presa una decisione sui filtri per l’upload. Usa gli hashtag #CensorshipMachine e #filterfail e fai sapere a chi ti rappresenta che sei contro i filtri di upload (articolo 13). I nostri europarlamentari sono:

 

Nome e id Twitter Gruppo politico EU    Partito nazionale
Laura Ferrara (Vice-Chair)

@LFerraraM5S

  EFDD Movimento 5 Stelle (M5S)
Enrico Gasbarra

@enricogasbarra

  S&D Partito Democratico (PD)
Isabella Adinolfi*

@Isa_Adinolfi

  EFDD Movimento 5 Stelle (M5S)
Mario Borghezio*

n/a

  ENF Lega Nord (LN)
Sergio Gaetano Cofferati*

@Cofferati

  S&D
Stefano Maullu*

@stefanomaullu

  EPP Forza Italia (FI)

 

Abbiamo preparato alcuni tweet per ispirarti, ma sentiti libero di scrivere il tuo.

  • [email protected] Difendi la nostra libertà di espressione online. Opponiti alla #censorshipmachine nella #copyright Directive proposal.
  • [email protected] Difendi la nostra privacy online. Opponiti alla #censorshipmachine nella #copyright Directive proposal.
  • [email protected] Fai vedere che hai a cuore la privacy e la libertà di espressione dei cittadini & opponiti alla #censorshipmachine nella #copyright Directive proposal.”
  • [email protected] I filtri internet non funzionano. Opponiti alla #censorshipmachine nella #copyright Directive proposal.

Centro Hermes partecipa a Consultazione su acquisizione e riuso di software con riferimento al Whistleblowing Anticorruzione

Il Centro Hermes Partecipa alla Consultazione Pubblica su Linee Guida su acquisizione e riuso di software per le pubbliche amministrazioni svoltasi presso il Forum del Team Trasformazione Digitale e Agid che si è conclusa ieri, 5 Maggio 2018.

Già nel 2017 inviammo un appello rivolto ad ANAC per la Tecnologia di Whistleblowing OpenSource, richiedendo che fosse posta grande attenzione nelle modalità di riuso non essendovi regole tecniche certe e non essendo definito alcun requisito funzionale nel bando, ritenendo che questa assenza comportasse seri rischi di riuscita del progetto.

Oggi grazie alle Linee Guida sul Riuso del Software nella Pubblica Amministrazione ci sono e regole certe che, se seguite adeguatamente, porteranno una vera e propria rivoluzione copernicana della PA rispetto ai virtuosismi di riuso, efficienza e risparmio.

Siamo felici di costatare che nelle linee guida riuso vi siano diversi elementi già da noi richiamati nel 2017 nel nostro appello rivolto ad ANAC circa le modalità di riuso del software di Whistleblowing, sopratutto rispetto a un percorso di efficienza, di risparmio per la PA, di crescita di conoscenza bene comune e di prevenzione di abusi da parte di operatori commerciali.

Siamo confidenti che se l’Autorità Nazionale Anticorruzione seguirà dettagliatamente le linee guida sul riuso del software, il progetto sarà un successo e l’Italia potrà vantare il più importante progetto tecnologico “bene comune” al mondo nell’ambito del contrasto alla corruzione.

Un esempio virtuoso di riuso della piattaforma software di whistleblowing è stato praticato dalla Città di Barcellona, che ha portato le modifiche di codice software nel progetto su Github GlobaLeaks, producendo sul proprio repository le guide di installazione, di configurazione e le personalizzazioni contenutistiche.

L’autorità anticorruzione catalana, in completa autonomia, ha infatti replicato il setup di Barcellona ed entrambe le pubbliche amministrazione ora beneficiano della manutenzione evolutiva e correttiva del progetto principale, senza trovarsi nella difficoltà di sostenere importanti costi per il mantenimento di una edizione software autonoma, collaborando ad un unico progetto collaborativo usato in tutti i continenti, con frequenti updates e nuove funzionalità nonché test di sicurezza periodici.

In questo il Centro Hermes si mette a disposizione sia di ANAC che di Agid e Team Trasformazione Digitale per supportare pro-bono e coadiuvare il percorso di riuso del Software di Whistleblowing Anticorruzione, in quanto Maintainer del progetto GlobaLeaks su cui è basato il progetto.

Sono utili ai fini della identificazione del percorso di reintegrazione fra il progetto software GlobaLeaks e l’edizione ANAC, la lettura dei seguenti thread sul Forum Italia Digitale in cui abbiamo risposto ad alcuni referenti IT di PA e cittadini che richiedevano informazioni circa l’adozione di GlobaLeaks e le differenze rispetto al software ANAC. Abbiamo effettuato, per quanto ci è stato possibile, alcune analisi tecniche e funzionali preliminari:

Riportiamo in seguito tutti i contributi del Centro Hermes alla Consultazione sulle Linee Guida su acquisizione e riuso di software per le pubbliche amministrazioni:

La nostra risposta alla consultazione pone l’accento su un caso concreto, quello relativo al software di whistleblowing dove ci si trova nella particola condizione virtuosa in cui il “Software in Riuso” (non ancora rilasciato come tale) è basato sul “Software Opensource”, e quest’ultimo è già attivo e utilizzato da centinaia di PA in autonomia e gratuitamente.

Le PA potranno avere il grande beneficio della integrazione delle modifiche del “software in riuso” nel “software opensource” laddove ANAC rispetterà nel processo di messa in riuso quanto indicato dall’Allegato E: Guida alla modifica di software Open Source di terzi.

Oltre alla risposta alla consultazione siamo a stimolare discussione sulle specifiche esigenze di adeguamento del bando MEPA Servizi ICT, in particolare rispetto alle procedure e modalità di acquisizione di software opensource: Bando ICT MEPA, OpenSource e Linee Guida Acquisizione Software e Riuso

Announcement: Hermes Center members and fellows participate at the International Journalism Festival 2018 #ijf18

Many members and fellows of the Hermes Center will be participating at the International Journalism Festival 2018 where they will be moderating or contributing to the following events:

Wednesday 11 April 2018

14:00 – 15:00  Hotel Brufani – Sala Priori

Data breach e policy in redazione Alessandro Rodolfi

14:00 – 15:00  Hotel Brufani – Sala Priori

When Tails isn’t enough: the consequences of new computing attacks on the security of journalists Marco Calamari

15:45 – 17:00 Centro Servizi G. Alessi

Italian privacy nightmare: tales of surveillance – Fabio Pietrosanti, Giovanni Pellerano and Riccardo Coluccini

 

Thursday 12 April 2018

09:30 – 10:45 Hotel Brufani – Sala Priori

Attacks, drugs, terrorism, spies: myths, realities and conflicts of cyber journalismRaffaele Angius and Riccardo Coluccini

16:30 – 17:30 Sala San Francesco

Algorithms, corporate surveillance and elections: Argentinian and Italian cases- Claudio Agosti

 

Friday 13 April 2018

17:45 – 19:00  Sala delle Colonne, Palazzo Graziani

States, companies, algorithms and crowds: the many new faces of web censorshipClaudio Agosti

 

Saturday 14 April 2018

17:45 – 19:00 Sala delle Colonne, Palazzo Graziani

Does journalism, and do journalists, still need WikiLeaks?Rahma Sghaier

 

Sunday 15 April 2018

19:00 – 20:00 Hotel Brufani – Sala Priori

Seizure of a journalists’s computer and/or data: legal protections and remediesFrancesco Paolo Micozzi

 

Sunday 15 April 2018

17:00 – 18:00 Hotel Brufani – Sala Priori

Judicial and privacy limits on the use of drones for newsgatheringGiovanni Battista Gallus

Il più grande filtro internet che l’Europa abbia mai visto realizzare

I legislatori europei stanno lavorando al più grande filtro internet mai visto. Detta così potrebbe quasi sembrare troppo drammatico, ma non è un’esagerazione. Se la proposta sarà accettata, società di internet quali Soundcloud, eBay, Facebook e Flickr saranno obbligate a filtrare tutto ciò che si vuole caricare. Un algoritmo la farà da padrone e deciderà quali upload saranno visibili al resto del mondo e quali no.

Perché non ne ho ancora sentito parlare?

La proposta di questo filtro internet è nascosta nell’articolo 13 della proposta di un nuovo regolamento Europeo sul copyright. Tuttavia, non è difficile immaginare a quali altri impieghi possa essere destinato un filtro internet. Siamo pronti a scommettere qualsiasi cosa che i politici stanno già festeggiando all’idea di sfruttare il suddetto filtro per la battaglia del momento, che si tratti di terrorismo, di fake news oppure di opinioni politiche indesiderate.

 

Le questioni principali

Sono molte le ragioni per non volere un filtro internet. Queste sono le tre più importanti.

1) È un attacco alla tua libertà di espressione. Non starà più a te decidere cosa puoi condividere.

2) I filtri automatici di questo tipo tendono a commettere molti errori e toccherà a te cercare di correggerli. Sai come andrà a finire? Non ci riuscirai!

3) La proposta incentiva le piattaforme ad evitare i rischi – a scapito della tua libertà.

 

Cosa puoi fare?

Le prossime settimane sono cruciali! Manda un tweet o una email a chi ti rappresenta nella commissione JURI. Il 26 e 27 marzo verrà presa una decisione sui filtri per l’upload. Usa gli hashtag #CensorshipMachine e #filterfail e fai sapere a chi ti rappresenta che sei contro i filtri di upload (articolo 13). I nostri europarlamentari sono:

 

Nome e id Twitter Gruppo politico EU    Partito nazionale
Laura Ferrara (Vice-Chair)

@LFerraraM5S

  EFDD Movimento 5 Stelle (M5S)
Enrico Gasbarra

@enricogasbarra

  S&D Partito Democratico (PD)
Isabella Adinolfi*

@Isa_Adinolfi

  EFDD Movimento 5 Stelle (M5S)
Mario Borghezio*

n/a

  ENF Lega Nord (LN)
Sergio Gaetano Cofferati*

@Cofferati

  S&D
Stefano Maullu*

@stefanomaullu

  EPP Forza Italia (FI)

 

Abbiamo preparato alcuni tweet per ispirarti, ma sentiti libero di scrivere il tuo.

  • [email protected] Difendi la nostra libertà di espressione online. Opponiti alla #censorshipmachine nella #copyright Directive proposal.
  • [email protected] Difendi la nostra privacy online. Opponiti alla #censorshipmachine nella #copyright Directive proposal.
  • [email protected] Fai vedere che hai a cuore la privacy e la libertà di espressione dei cittadini & opponiti alla #censorshipmachine nella #copyright Directive proposal.”
  • [email protected] I filtri internet non funzionano. Opponiti alla #censorshipmachine nella #copyright Directive proposal.