Riforma europea del copyright: i filtri automatici per gli upload mettono in pericolo la nostra democrazia

Posted in News at 17.11.2017

In tutta Europa, quasi chiunque sembra concordare sul fatto che le normative europee sul copyright debbano essere aggiornate e adeguate al XXI secolo. Tuttavia, alcune delle misure proposte sembrano essere dei flashback dei tempi più bui del nostro passato o persino dei metodi delle dittature autoritarie. Questo è particolarmente vero per i filtri di caricamento previsti dall’articolo 13 della proposta della Commissione Europea. Obbligare le piattaforme ad esaminare ogni bit di contenuto che è stato caricato online alla ricerca di possibili violazioni del copyright richiede un sistema di censura che metterebbe in pericolo la libertà e l’apertura di Internet e con essa la nostra stessa democrazia. Il 20 novembre 2017, la commissione Civil Liberties, Justice and Home Affairs del Parlamento Europeo (LIBE) voterà un parere sulla riforma europea del diritto d’autore. Il centro Hermes chiede a tutti i membri del comitato di prendere una posizione ferma contro i filtri di upload e di non mettere in pericolo la nostra democrazia introducendo un sistema di censura.

 

Stoppt Uploadfilter! Fotoaktion

Foto: Hanna Prykhodzka (Altre foto della manifestazione svolta da epicenter.works in occasione della Privacy Week 2017 possono essere trovate qui.)

 

Il sistema che filtra i contenuti è una scatola nera

Nell’articolo 13 della direttiva sul diritto d’autore, l’ex commissario per l’economia digitale e la società Günther Oettinger ha proposto che tutte le piattaforme che contengono “grandi quantità” di contenuti generati dagli utenti siano tenute ad introdurre un sistema di riconoscimento dei contenuti per rilevare possibili violazioni del diritto d’autore. Questi sistemi dovrebbero analizzare tutte le immagini, i file video e audio prima di renderli disponibili al pubblico. Per gli utenti, questo sistema sarebbe una scatola nera che decide quali contenuti saranno pubblicati in Europa e quali non lo saranno.

Inoltre, bisogna tenere in considerazione anche i rischi legati ai falsi positivi: tale sistema non può distinguere tra l’effettiva violazione dei diritti e l’uso perfettamente legale, come il caricamento di opere concesse in licenza dal titolare del diritto solo per determinati usi o che rientrano nel campo di applicazione delle limitazioni e delle eccezioni al diritto d’autore. Ad esempio, l’utilizzo di contenuti per creare parodie, l’esercizio della satira e della critica, e persino le recensioni sarebbero bloccati da un tale sistema.

 

Google vedrà tutto quello che viene caricato su altre piattaforme

Attualmente, una delle implementazioni disponibili di un tale sistema di riconoscimento dei contenuti è “ContentID”, il sistema sviluppato da Google per YouTube, prodotto grazie a un investimento di 60 milioni di euro— esistono anche altri sistemi come Audible Magic, INA Signature e FB Rights Manager, per citarne alcuni. Le piattaforme più piccole come Wikipedia o Github e i sistemi di e-learning utilizzati dalle università dovrebbero utilizzare ContentID e inoltrare la totalità del contenuto inviato dai loro utenti a Google.

 

Il più grande sistema di censura della storia

Secondo la proposta, questo riconoscimento e filtraggio dei contenuti dovrebbe essere eseguito in modo proattivo, il che significa che il contenuto dovrà essere filtrato e censurato non appena sarà caricato e prima che sia disponibile al pubblico. Un sistema del genere sorveglia costantemente ogni singolo caricamento. Persino il meccanismo proposto per il risarcimento non potrebbe riparare tutti i danni causati dalla censura su questa scala. Il rischio di abusi se questo tipo di sistemi fosse installato su tutte le piattaforme sarebbe colossale: la differenza tra una democrazia liberale e una dittatura autoritaria sarebbe tanto minuscola quanto premere il pulsante che modifica la configurazione del sistema di censura, poiché lo stesso sistema potrebbe facilmente censurare qualsiasi tipo di contenuto.

 

Costi aggiuntivi per le aziende europee, più guadagni per Google

L’introduzione di tali sistemi comporterebbe costi eccessivi per le piattaforme. Questo obbligherebbe le società europee a utilizzare il ContentID di Google oppure a investire in modo sostanziale nello sviluppo dei propri sistemi di riconoscimento dei contenuti. Conseguentemente si avrebbe un significativo danno commerciale per le start-up e le PMI europee, ma anche per le piattaforme che diffondono opere di pubblico dominio o contenuti generati dagli utenti come Wikipedia e Github. Anche se Google dovesse decidere di consentire ad altri di utilizzare ContentID gratuitamente, Google otterrebbe comunque una conoscenza dettagliata dei contenuti sulle piattaforme dei concorrenti.

 

Agisci ora contro i filtri per gli upload!

Lo scorso 16 ottobre il centro Hermes ha firmato, insieme ad altre 57 organizzazioni per i diritti umani e per i diritti digitali, la lettera aperta di Liberties ed EDRi in cui si chiede ai politici dell’UE di eliminare l’articolo 13 della nuova proposta sul diritto d’autore nel mercato unico digitale.

La resistenza contro i filtri per gli upload e altri aspetti discutibili della proposta di riforma del copyright è cresciuta all’interno della società civile già da parecchio tempo. Altre misure proposte comprendono l’introduzione di un diritto d’autore accessorio per gli editori di stampa, pratica che si è già dimostrata completamente impraticabile in Germania e in Spagna. I siti web delle campagne Save the Meme e Change Copyright offrono dei semplici modi per entrare in contatto con i parlamentari europei e convincerli a fermare questi pericolosi sviluppi e sostenere una riforma del copyright che affronti effettivamente le sfide e le esigenze di Internet nel XXI secolo.

 

Contatta direttamente i membri italiani del Parlamento Europeo su Twitter:
https://twitter.com/Europarl_IT/lists/europarlamentari-italiani/members

 

Documenti utili:

  • Lettera aperta sull’Articolo 13 – Inaccettabili monitoraggio e filtraggio di contenuti Internet:

https://www.liberties.eu/it/news/cancellare-articolo-tredici-lettera-aperta/13194

  • Proposta per la riforma del copyright nel mercato unico digitale:

http://eur-lex.europa.eu/legal-content/EN/TXT/?uri=CELEX:52016PC0593

  • Analisi dettagliata dell’articolo 13 da parte di EDRi:

https://edri.org/files/copyright/copyright_proposal_article13.pdf

  • Documenti utili raccolti da EDRi sulla riforma del copyright:

https://edri.org/copyright-reform-document-pool/

  • “When filters fail: These cases show we can’t trust algorithms to clean up the internet” della MEP Julia Reda: 

https://juliareda.eu/2017/09/when-filters-fail/

 

Le prossime date da tenere d’occhio:

Novembre 20, 2017                LIBE                                  Voto sul parere (Live stream)

Gennaio 24/25, 2018              JURI                                  Voto sul report

Inizio 2018?                    Plenaria Parlamento EU            Voto sul report