Caso Regeni: GlobaLeaks è il software anonimo utilizzato nell’inchiesta di Repubblica

In seguito a un’espressa richiesta della famiglia di Giulio Regeni, il ricercatore rapito e ucciso nel 2016 dai servizi segreti egiziani, Repubblica ha lanciato RegeniFiles, progetto d’inchiesta basato sulla tecnologia GlobaLeaks. Dopo 46 mesi di silenzi e tentativi di depistaggio, i genitori hanno deciso di mettere a disposizione di chi sa ma non ha ancora avuto il coraggio di parlare, un canale anonimo e sicuro per la segnalazione di fatti collegati all’omicidio, proteggendo la segretezza delle informazioni e l’identità della fonte. 

Schermata iniziale della piattaforma RegeniFiles

Disponibile in tre lingue (italiano, inglese e arabo) RegeniFiles è sviluppata grazie al software anonimo e sicuro GlobaLeaks, creato dal Centro Hermes con lo scopo di fornire protezione ai whistleblower e facilitare la denuncia di violazioni o illeciti. 

Per il corretto utilizzo della piattaforma, soprattutto in contesti quali la violazione di diritti umani in Paesi non democratici, è sempre necessario porre attenzione al luogo dal quale si accede: come precisato anche da Repubblica, è sconsigliato l’utilizzo di postazioni di lavoro, pubbliche o che potrebbero essere sorvegliate. In questo caso la piattaforma è raggiungibile unicamente tramite browser Tor, il quale impedisce di conoscere l’effettiva provenienza della connessione. Una volta terminata la segnalazione, RegeniFiles crea automaticamente un codice di 16 cifre, grazie al quale è possibile accedere nuovamente alla segnalazione inoltrata e ai contenuti allegati, oltre che a comunicare con i legali della famiglia Regeni. 

In merito, La Repubblica fornisce dettagliate istruzioni di accesso in italiano, inglese e in arabo

Il software GlobaLeaks è utilizzato per la segnalazione di violazioni di diritti umani e crimini di guerra anche dalla Corte Penale Internazionale in Repubblica Centrale Africana. 


Il progetto EAT è realtà! 10 paesi europei avranno una piattaforma sicura e anonima per il whistleblowing basata su GlobaLeaks


È da pochi giorni online il sito del progetto E.A.T (Expanding Anonymous Tipping) del quale Centro Hermes è partner insieme ad altre nove organizzazioni. Attraverso l’utilizzo del software GlobaLeaks il progetto ha lo scopo di creare, nel corso del prossimo biennio, 275 piattaforme di whistleblowing in 10 stati membri dell’Unione Europea e favorire una maggiore protezione dell’anonimato dei whistleblower che segnalano un caso di corruzione o un illecito. Gli stati scelti per il progetto risultano avere un punteggio basso secondo il CPI (Corruption Perception Index) indice stilato ogni anno da Transparency International, organizzazione leader per la prevenzione e il contrasto della corruzione. 


Come funziona

EAT permette al whistleblower di scegliere fra tre differenti modalità di inoltro delle segnalazioni, che prevedono un diverso coinvolgimento dei partner di progetto. In ognuna di queste Centro Hermes registrerà alcuni tipi di metadata (a fini di ricerca, valutazione e creazione di statistiche), che saranno successivamente analizzati da Blueprint for Free Speech

Nel modello A il whistleblower potrà inoltrare la segnalazione ad uno specifico ente pubblico o privato. In questo caso la piattaforma di whistleblowing è tradizionalmente intesa: il processo vede come attori un segnalante e un ricevente.

Credits: https://eatproject.eu/submission-models/

Nel caso in cui il whistleblower volesse inoltrare la sua segnalazione specificatamente ad un ufficio dell’ente pubblico o privato, potrà utilizzare invece il modello B. Optando per questa modalità è possibile notificare la presenza di una segnalazione (ma non del suo contenuto) anche ai partner di progetto locali: per la Repubblica Ceca e la Slovacchia Oživení, per la Spagna Fibgar, in Italia e Malta The Good Lobby, per la Grecia il capitolo nazionale di Transparency International, e per Croazia e Bulgaria il Media Development Center

In questo modo le organizzazioni non governative potranno svolgere il ruolo di watchdog nei confronti di enti pubblici o privati.

Credits: https://eatproject.eu/submission-models/

Il modello C, invece, è comprensivo dei primi due e fornisce anche un canale esterno e parallelo deputato ad un media (con particolari funzioni amministrative all’interno della piattaforma). Le informazioni inoltrate dal whistleblower saranno dunque inoltrate sia all’ente pubblico o privato in oggetto, sia ad un giornalista o un operatore dell’informazione. 

Credits: https://eatproject.eu/submission-models/

Per tutti gli attori coinvolti nel processo di segnalazione è importante comprendere che, oltre alla verifica delle informazioni ricevute, è giusto porre attenzione al rischio sociale che accompagna il segnalante nel favorire l’emersione di condotte illecite. In questo Handbook sono contenute informazioni utili sia per chi riceverà una segnalazione, sia per coloro che decideranno di condividere informazioni sensibili. 

Al passo con la Direttiva Europea a tutela dei whistleblower, recentemente adottata

Il progetto EAT nasce tenendo conto del framework legale europeo e, nello specifico, della nuova Direttiva Europea a tutela dei whistleblower, adottata il 7 ottobre dal Consiglio Europeo. Ora gli stati membri hanno due anni di tempo per adattare le proprie leggi nazionali oppure, per chi ne fosse ancora sprovvisto, introdurre tutele a protezione dei whistleblower conformi agli standard e alle pratiche internazionali. In questo contesto legislativo è richiesta l’implementazione di un sistema per la ricezione e la gestione di segnalazioni da parte di enti pubblici o privati, proprio ciò che il progetto EAT ha iniziato a fare in 10 paesi europei.

Il software GlobaLeaks festeggia il primo anno a supporto del whistleblowing anonimo nella PA

Esattamente un anno fa GlobaLeaks è diventato il software delle Pubbliche Amministrazioni italiane.

Grazie al nostro software, ad oggi sono 487 gli enti pubblici che offrono ai loro dipendenti e collaboratori una piattaforma anonima e sicura, volta a favorire coloro che rompono il silenzio e denunciano irregolarità o malpratiche sul posto di lavoro. Oltre a fornire il software e mantenerlo aggiornato, offriamo anche un forum di assistenza e discussione per rispondere alle richieste di supporto in caso di problematiche tecniche o giuridiche. Il forum è ciò che concretizza un metodo collaborativo e condiviso volto alla creazione di conoscenza aperta sul tema del whistleblowing digitale in Italia.


Insieme a Transparency Italia, il 1° ottobre 2018, abbiamo infatti lanciato il progetto WhistleblowingPA: un sistema gratuito per la gestione delle segnalazioni di corruzione all’interno delle amministrazioni pubbliche. 

Perché aderire a WhistleblowingPA?

Innanzitutto perché, basandosi su GlobaLeaks, la piattaforma del proprio ente sarà sicura e anonima. Il segnalante potrà mantenere riservata la sua identità così come il contenuto della segnalazione che inoltrerà al Responsabile per la Prevenzione della Corruzione. Una volta iscritto a WhistleblowingPA, qualsiasi ente può avere la propria piattaforma informatica gratuita e gestire così le segnalazioni che vi arriveranno. La piattaforma ha un’interfaccia semplice ed è creata per accompagnare il segnalante durante tutto il delicato processo di segnalazione. Una volta testata la piattaforma in versione gratuita, è possibile poi – per necessità proprie dell’ente – personalizzarne alcuni aspetti, contribuendo economicamente allo sviluppo del progetto.

Fra gli enti che vi hanno aderito finora numerose sono le aziende sanitarie, i comuni (di media, grande o piccola entità), le università e gli ordini professionali su tutto il territorio nazionale.


Prossimi passi nella protezione dei whistleblower

La creazione di WhistleblowingPA nasce quasi un anno dopo l’approvazione e l’entrata in vigore della legge n. 179/2017, normativa che disciplina la pratica del whistleblowing in Italia e garantisce ai segnalanti di enti pubblici (e privati) la riservatezza della loro identità e del contenuto della loro segnalazione.

Nei prossimi mesi ci aspetteranno però alcuni cambiamenti, discussi anche alla prima conferenza WIN a Glasgow: in primis la Direttiva Europea sul whistleblowing, che garantirà ai segnalanti di tutta l’Unione più tutele e fornirà maggiore certezza giuridica in merito a obblighi e diritti sia nel settore pubblico che privato; e le Linee Guida ANAC, che forniranno una interpretazione della legge volta a semplificarne l’applicazione.

Speriamo che queste novità possano sempre di più sottolineare il ruolo essenziale che i whistleblower hanno all’interno della società, e soprattutto che tecnologie anonime e sicure come GlobaLeaks si diffondano per favorire l’emergere di casi di corruzione e illeciti che minacciano l’interesse pubblico.

Conferenza WIN sul whistleblowing: quali best practice per la protezione dei segnalanti?

L’11 e il 12 settembre si è tenuta a Glasgow la prima conferenza del Whistleblowing International Network, di cui il Centro Hermes è membro. Lo scopo dell’incontro era, per ogni organizzazione, quello di entrare in contatto con le abilità e il lavoro di altre realtà – per la maggior parte a salvaguardia dell’ecosistema e di coloro che denunciano irregolarità –  così da instaurare collaborazioni anche oltre i confini nazionali. È stato un evento molto utile e stimolante per la condivisione di conoscenze e la creazione di nuove strategie utili al nostro lavoro a protezione dei whistleblower. Oltre alle organizzazioni appartenenti al network, molti i giornalisti e i ricercatori che hanno partecipato ai tavoli di lavoro e ai workshop. 

Come Centro Hermes abbiamo presentato il software open source GlobaLeaks. piattaforma sicura e anonima per praticare il whistleblowing digitale (slide di presentazione qui), fornendo alcuni casi d’uso specifici e progetti andati in porto negli ultimi anni. All’interno del workshop “Using GlobaLeaks” è stato possibile presentare e far conoscere a più di venti partecipanti da tutto il mondo il funzionamento pratico di GlobaLeaks: caratteristiche della piattaforma, casi d’uso, interfaccia grafica.


In attesa della Direttiva Europea 

La normativa europea a protezione dei whistleblower è stato un punto centrale della conferenza: la sua adozione, fra ottobre e novembre, sarà un successo in questo contesto e definirà uno standard minimo di protezione in tutti i 27 (o 28) Stati membri dell’Unione. Starà poi a questi ultimi il recepimento della direttiva e l’adeguamento al contesto nazionale. In Italia, intanto, è già in vigore la legge 179/2017 normativa che ha cominciato a rendere conto all’opinione pubblica della figura del segnalante in ambito sia pubblico che privato, così come della necessità di agire affinchè possa essere tutelato dopo la sua segnalazione (soprattutto nella sua identità). 

Nessuno nasce whistleblower

Alla conferenza è stato possibile ascoltare anche la voce di alcuni whistleblower presenti, come Yasmine Motarjemi (che aveva segnalato le violazioni alimentari di Nestlè) e Antoine Deltour. Quest’ultimo, informatore di LuxLeaks, ha sottolineato l’importanza di creare gruppi di supporto per i segnalanti, spesso ritenuti traditori e isolati da colleghi e superiori e dalla società. Le ONG, così come gruppi informali, possono fornire un aiuto economico e morale importante al segnalante, indirettamente aumentando la reputazione della pratica in sè. 

Ciò perchè nessuno nasce whistleblower: alcune persone si ritrovano ad essere vittime o testimoni di irregolarità e decidono di non rimanere in silenzio. Quanto possano andare lontano dipende dal contesto nel quale si trovano e dall’aiuto che riescono ad ottenere. 

Whistleblowing e giornalismo investigativo

A quanto detto si ricollega un ulteriore aspetto rilevante, emerso in alcuni dibattiti: ovvero quello relativo alla connessione fra giornalisti e fonti di informazioni anonime, e al potere dei primi di far emergere e amplificare la voce di coloro che denunciano irregolarità e corruzione. In questo senso è necessario che soprattutto i giornalisti investigativi abbiano conoscenze nel campo della sicurezza digitale e nell’utilizzo di tecnologie anonime sicure per prevenire la disseminazione di informazioni sensibili, e favorire un dialogo sicuro con le fonti (anche attraverso piattaforme sicure, anonime e open source come GlobaLeaks). 

Le azioni del whistleblower, che decide spontaneamente di rendere note alcune informazioni riguardanti pratiche scorrette o illeciti e dunque esporre la sua stessa vita, hanno infatti potenziali ricadute anche in un momento successivo rispetto alla diffusione di materiale compromettente. Per questo motivo si è sottolineata la necessità, per i giornalisti, di considerare non solo le informazioni fornite bensì anche la sicurezza della fonte coinvolta.  


Digital Whistleblowing Fund: Call for applications (Round 2)

The Hermes Center for Transparency and Digital Human Rights and Renewable Freedom Foundation announce that the second round of The Digital Whistleblowing Fund is open for new applications from European projects reporting on “gender-based violence, the rights of minorities, migrants and refugees”.

The Digital Whistleblowing Fund is a micro-grant program that aims to enable investigative journalism groups and human rights grassroots organizations to receive financial, operational and strategic support in starting a secure digital whistleblowing initiative, as part of their social mission.

Grants awarded to successful organizations are divided into micro grants up to €3.000 in financial support and tech and consultancy services to support the startup of their digital whistleblowing initiative.

The tech solution is based on GlobaLeaks, an open-source, free software developed by the Hermes Center to enable the easy creation of secure and anonymous whistleblowing platforms.

For this round, a specific jury composed of key individuals/organizations from the whistleblowing, journalism, human rights activism, women’s rights, LGBTQI+ rights and tech ecosystems will evaluate the received applications.

This round of the Digital Whistleblowing Fund is supported by OSIFE.

Applications are open from 1 to 31 July.


Application Guide

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